Rimedi contro l’insonnia: lo Yoga Nidra

Dormire beata come una volpe
Dormire beata come una volpe

Una meditazione di yoga nidra

Una semplice meditazione di yoga ci aiuta a staccare completamente la spina, elevandoci al di sopra del mondo stressante in cui viviamo. Infatti, lo yoga ci offre molte soluzioni diverse per rilassare corpo e mente, sciogliendo le tensioni della giornata per accogliere al meglio un sonno rigenerante. Tra le tante, oggi parliamo dello yoga nidra, termine che in sanscrito significa per l’appunto sonno. 

Come praticare la meditazione di yoga nidra

Per praticare questa prima meditazione di yoga nidra ci dobbiamo sdraiare sul materassino da yoga o sul letto (stando però attenti a non addormentarci!) nella posizione del cadavere (savasana) ovvero supini e completamente rilassati, con gli occhi chiusi e le braccia lungo i fianchi. Volendo possiamo anche mettere un cuscino o una coperta sotto il collo o sotto le ginocchia per il massimo confort e magari coprirci con una coperta se sentiamo freddo. 

 

L’obiettivo della meditazione

Formuliamo un proposito (sankalpa, in sanscrito) assaporandone già le sensazioni come se fosse attuale. Ad esempio, possiamo dire a noi stessi “io sono distaccato dai problemi quotidiani” oppure “io non ho paura dell’ignoto” etc…in questo modo avvieremo già la trasformazione che nasce dall’intenzione. Ora ripetiamo mentalmente  il proposito per tre volte e respiriamo profondamente. Così stiamo entrando nel sonno yogico, ovvero ci rilassiamo completamente arrivando sulla soglia dell’addormentamento, ma senza varcarla.

 

Concentriamoci su ogni parte del corpo

Ora concentriamo l’attenzione su ogni singola parte del corpo, sempre con gli occhi chiusi. Possiamo, ad esempio, partire dalle dita della mano destra, concentrandoci su pollice, indice, medio, anulare e mignolo, poi sul palmo, sul dorso, sulla mano destra intera. Quindi saliamo all’avambraccio, gomito, parte superiore del braccio, spalla, collo, viso, fronte, occhi, naso, guance, bocca, mento, orecchio, cuoio capelluto, gola, busto. Ora scendiamo: scapola, parte destra del torace, della schiena, fianco, stomaco, addome, lato destro dei genitali, gluteo, spina dorsale, anca, coscia, ginocchio, polpaccio, caviglia, tallone, pianta e collo del piede e ogni dito del piede.

Ripetiamo la sequenza per la parte sinistra, sempre concentrandoci nel sentire le singole parti del corpo. Visualizziamo poi il corpo nella sua unità.  Nonostante all’inizio tutto ciò possa risultare difficile, restiamo sempre concentrati sulla pratica e respiriamo profondamente.

A questo punto ripetiamo per tre volte il proposito iniziale e lentamente ritorniamo consapevoli del mondo attorno a noi. Muoviamo, quindi,  le dita dei piedi e delle mani e pian piano il resto del corpo mettendoci seduti.

 

Yoga nidra: i risultati

Come vi sentite? Ogni pratica yoga che scava nel profondo può portare a reazioni disparate. Io, durante la prima meditazione di yoga nidra, ho fatto fatica a starmene sdraiata, non mi sentivo per nulla a mio agio. Ora, invece, apprezzo in maniera indescrivibile quello stato di beatitudine interiore che mi porta verso un rigenerante e vigile sonno profondo. Una sensazione davvero difficile da descrivere a parole, quindi non resta che provarla. Se ci sono riuscita io che ero ipercinetica, ci riuscirete certamente anche voi!