Kapalabhati Pranayama: una carica di energia

Kapalabhati Pranayama: la respirazione che porta energia

Kapalabhati si potrebbe tradurre dal sanscrito come cranio lucente ed è il nome di una tecnica di respirazione e purificazione molto utile da imparare. La respirazione kapalabhati attiva, infatti, l’energia, inoltre è un ottimo esercizio per il diaframma, essenziale per il nostro equilibrio.

Come si esegue la respirazione Kapalabhati

Sediamoci comodi, sempre con la schiena eretta che tende verso il cielo. Possiamo sederci a gambe incrociate (sukhasana) con le mani sulle ginocchia. Oppure nella posizione del tuono (vajrasana) seduti inginocchiati con le caviglie sotto i glutei e le mani sulle gambe.

Inspiriamo gonfiando l’addome ed espiriamo forzando l’espulsione dell’aria. Facciamo respirazioni brevi e intense, continuando per una trentina di volte. 

E’ fondamentale contrarre l’addome a ogni espirazione, sentire l’aria che esce. 

Ovviamente quando si impara una nuova tecnica di respirazione si procede per gradi, aumentando le ripetizioni in modo progressivo. Per evitare giramenti di testa procediamo con calma, troppo ossigeno potrebbe darci alla testa. Con un po’ di pratica possiamo poi fare diversi cicli consecutivi, intervallati da una breve pausa per rilassarsi.

Quando praticare Kapalabhati

E’ una respirazione yoga molto energizzante, perfetta prima della pratica dello yoga o di un’altra attività sportiva. 

Kapalabhati è molto utile anche di mattina appena alzati per attivare l’energia necessaria ad affrontare nel modo migliore la giornata.

Ci porta calore, ideale nelle giornate fredde e uggiose, non per nulla questa respirazione yogica è nota anche come il respiro del fuoco.

Benefici di Kapalabhati

  • Attiva il diaframma e in generale i muscoli dell’addome, pertanto ci dà una carica di energia e favorisce la digestione. 
  • Ci consente di svuotare completamente i polmoni, liberarli dai residui per riempirli di ossigeno.
  • Purifica il corpo e in particolare le vie respiratorie nasali.  
  • Aumenta l’ossigenazione del sangue e per riflesso del cervello così possiamo pensare più lucidamente.